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3D printing, fotografia di un settore

19 122017

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Una delle grandi novità degli ultimi anni è proprio la stampa 3D. Tutti ne parlano ed effettivamente presenta degli aspetti molto interessanti e svariate possibilità di applicazione. A Print4All potremo scoprirne benefici, necessità, materiali e tecnologie.

La stampa 3D è uno dei temi più caldi degli ultimi anni, capace di essere sulla bocca di tutti. D’altro canto, qual è l’effettivo impatto del 3D printing, al netto della vox populi e del clamore che l’argomento suscita? Si appresta davvero a cambiare completamente il volto della produzione di beni di consumo? Siamo veramente vicini al momento in cui quasi ogni cosa attorno a noi sarà stata stampata in 3D? Oppure questa tecnologia è destinata a rimanere limitata in alcuni settori di nicchia e nella prototipazione? Una recentissima ricerca - condotta dall’ente di ricerca Dimensional Research su mandato di Jabil, fornitore di soluzioni e servizi per i mercati dell’elettronica e della tecnologia  nell’ottobre 2017 - fornisce un quadro pratico del settore attraverso le risposte di oltre 300 decision maker e utilizzatori di aziende del comparto manifatturiero.

Applicazioni e materiali
Il primo dato rilevante è che la tecnologia di stampa additiva è ben presente nelle aziende manifatturiere, soprattutto in quelle di grandi dimensioni. Tuttavia, oltre il 70% la usa per la fase di prototipazione e solamente un terzo la sfrutta per la produzione di parti finite. Non a caso i reparti di R&D sono i principali sponsor nell’adozione della manifattura additiva, anche se va sottolineato come la produzione sia a sua volta interessata (50% dei rispondenti).

Altro argomento caldo, qui come in tutto il resto del mondo della stampa, quello dei materiali. Se è vero che la plastica continua a regnare sovrana (81%), altri materiali si stanno facendo largo: metalli (34%), ceramiche (32%) e composti (8%). Ovviamente, il predominio della plastica è anche legato al fatto che la manifattura additiva viene principalmente usata per la prototipazione, in particolare in segmenti quali l’automotive (81%) o l’elettronica (71%). Materiali diversi, ad esempio, sono più utilizzati nel medicale, segmento in cui il 41% di ciò che viene stampato in 3D è un prodotto finito.

Benefici e sfide
Vantaggi e criticità che le aziende si trovano ad affrontare variano a seconda del settore: un’azienda attiva nell’aerospaziale avrà maggiori benefici da innovazioni nel design e nelle performance del prodotto e, di conseguenza, realizzare pezzi qualitativamente validi sarà una delle sue principali sfide; una società di automotive, invece, potrebbe essere maggiormente interessata alla riduzione di costi offerta dalla stampa 3D e, pertanto, vedere in tutti i costi esterni al processo di produzione vero e proprio un problema di grande rilievo. Tuttavia, è comunque possibile fare delle generalizzazioni. Fra i benefici spiccano la rapidità nel portare sul mercato nuove idee e l’innovazione di design e performance (52%), la velocità di produzione (50%) e la possibilità di personalizzazione (48%). L’altro lato della medaglia è rappresentato dalle sfide quotidiane: mancanza di esperienza e l’impossibilità di usare immediatamente tutte le potenzialità della tecnologia 3D (43%); costi iniziali di investimento (39%); costi dei consumabili (34%); qualità dei prodotti realizzati (33%). È importante sottolineare che praticamente tutti i rispondenti sono convinti che questi problemi possano essere superati, entro i prossimi 3-5 anni. Per riuscirci, sono necessari aggiornamento del personale esistente e/o assunzione di personale qualificato (57%), nuovi investimenti da parte dell’azienda (52%), un cambio interno di mentalità con conseguente tempo di adattamento (48%), innovazioni tecnologiche (47%).

Il cambiamento è in atto
Su queste basi possiamo affermare che l’industria manifatturiera non verrà sovvertita dalla stampa 3D nei prossimi mesi. Tuttavia, la quasi totalità dei rispondenti è concorde a ritenere che un cambio di paradigma stia avvenendo e che il modo di pensare e lavorare stia cambiando (36%) o cambierà a breve (55%). Non a caso, solamente il 7% ritiene che non ci saranno incrementi nell’utilizzo della stampa 3D, il restante 93% si divide tra chi aumenterà (36%), chi raddoppierà (38%) e chi addirittura quintuplicherà (19%). Concludiamo con un aspetto curioso ma rilevante: sono ben poche le aziende che desiderano fare le apripista. Solo il 12% è animato da spirito pionieristico, sono molti di più quelli che sono pronti a fare rapidamente certi passi dopo aver visto che funzionano (67%). Un altro 18% è invece ancor più drastico: solo dopo che la stampa 3D sarà la tecnologia standard del settore, allora vi entreranno. Tirando le fila, si può affermare che la stampa 3D sta penetrando nel settore manifatturiero con dinamiche che lo cambieranno in profondità, ma che questi mutamenti non sono necessariamente immediati. C’è un diffuso interesse che però va di pari passo con un atteggiamento complessivamente prudente e ci vorranno alcuni anni prima che aspetti che ora inibiscono un’adozione più massiccia in fase produttiva vengano definitivamente superati.

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