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Inchiostri per packaging alimentare: norme europee e standard di sicurezza

24 012018

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Per chi produce imballaggi, soprattutto quelli alimentari, rispettare le norme di sicurezza relative alle materie prime e ai processi è di fondamentale importanza ed esiste una normativa europea in merito. Analizziamo insieme quali sono le caratteristiche richieste e quali le novità recentemente introdotte a livello comunitario.

Per chi produce imballaggi, soprattutto quelli alimentari, rispettare le norme di sicurezza relative alle materie prime e ai processi è di fondamentale importanza. Secondo le “buone” regole di produzione – Good Manufacturing Practices (GMP) – stabilite dall’Unione Europea i materiali e oggetti a diretto contatto con gli alimenti sono soggetti a una disciplina più stringente che negli altri campi. Pertanto è stato redatto il regolamento 2023/2006 sulle buone pratiche di fabbricazione di tali articoli.

Gli inchiostri e gli altri prodotti per l’imballaggio alimentare non sarebbero soggetti al regolamento GMP nella forma nella quale vengono consegnati al cliente, ma lo sono una volta applicati/trasformati nell’articolo finale. E questo è quanto dichiara EuPIA, associazione europea di fabbricatori di inchiostri.

Nel marzo 2016 sono entrate in vigore le nuove GMP, una sorta di norme ISO che esaminano gli stampati a contatto diretto e non con l’alimento. Secondo il regolamento CE 1935/2004 “i materiali e articoli destinati a venire a contatto, direttamente o indirettamente, con i prodotti alimentari devono essere prodotti in modo che, nelle normali o prevedibili condizioni d’uso, essi non trasferiscano all’alimento i loro componenti in quantità tali da: danneggiare la salute umana, portare a un’inaccettabile variazione nella composizione dell’alimento e portare a un deterioramento delle caratteristiche organolettiche”.

Il processo in base al quale l’inchiostro si trasferisce all’alimento si chiama “migrazione” e può essere di vari tipi:

  • Diretta: dallo stampato all’alimento, in situazioni dove l’alimento è a diretto contatto con lo stampato;
  • Per penetrazione: quando la migrazione avviene attraverso il supporto dal lato stampato a quello non stampato;
  • Per contatto: migrazione dal lato stampato a quello non stampato di un foglio in pila o in una bobina (in genere chiamato controstampa);
  • Per evaporazione o condensazione: volatilizzazione e condensazione di componenti dopo il riscaldamento.

L’EFSA (Ente Europeo per la sicurezza degli alimenti) ha assegnato dei limiti di migrazione specifica (SML) a quelle sostanze di cui sono disponibili i dati tossicologici. Tali limiti – soggetti a una revisione continua - indicano la massima migrazione permessa di una specifica sostanza (es. dall’imballo), entro uno specifico periodo di tempo (es. entro la shelf life prevista) e in uno specifico alimento.

Se i dati tossicologici non sono completi vale il “principio di massima prudenza”, per cui il limite di migrazione viene abbassato a 10 ppb (ossia 0,01 mg/kg alimento), che rappresenta il limite di rilevabilità strumentale. In nessun caso la migrazione deve superare i 60 mg/kg di alimento (60 ppm), anche se la sostanza non presenta alcun rischio per la salute.

La migrazione è influenzata:

  • dalla capacità del substrato di svolgere effetto barriera. La barriera funzionale assoluta comprende vetro e metallo più spessi di 6 um;
  • dalla capacità delle sostanze contenute nell’inchiostro di permeare e diffondersi attraverso il substrato. Il peso molecolare è uno dei fattori che più influenza la capacità di una sostanza di migrare;
  • dalle altre condizioni chimico-fisiche al contorno.

Sono svariate le variabili in gioco, ossia le possibili fonti di materiali che possono migrare: macchine da stampa, inchiostri e vernici, ambiente e supporto.

 

Le normative a livello europeo

Esistono vari regolamenti dell’Unione europea, applicabili in tutti gli stati membri in materia di sicurezza e tra questi figurano il regolamento quadro 1935/2004, il GMP e il regolamento delle materie plastiche. Il REACH è, invece, il sistema di inventario delle sostanze chimiche che determina se una sostanza può essere utilizzata in UE.

In base all’Ordinanza svizzera le sostanze permesse per l’utilizzo nella fabbricazione di inchiostri per imballaggio si suddividono in parte A e parte B. Quelle incluse nella parte A hanno un limite di migrazione specifico (SML) oppure è assegnato il limite di migrazione globale (OML) di 60 mg/kg (60 ppm). Le sostanze incluse nella parte B (non valutate) hanno un limite di migrazione assegnato di 0,01 mg/kg (10 ppb).

L’Ordinanza svizzera è la base di partenza per la nascente normativa tedesca, candidata a diventare la futura normativa europea. La Normativa tedesca, a differenza di quella svizzera, prevede un’unica lista di sostanze valutate (parte A) e regolamenta sostanze che vanno a contatto diretto con alimenti. Inoltre regolamenta anche i materiali in nanoforma.

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