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Covid-19, servizi postali e nuovi servizi
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La pandemia ha creato una forte spinta al cambiamento anche nel mondo dei servizi postali. Uno studio del Direct Marketing Advisory Board in seno all’UPU (Universal Postal Union) ha tracciato un quadro aggiornato, tra potenziamento dell’e-commerce, cambio di funzione del direct marketing e nuovi servizi.

 

Dallo scoppio della pandemia COVID-19 gli operatori postali (Designeted Operators – DO) di tutto il mondo hanno lavorato in prima linea non solo nel loro ruolo tradizionale di fornitori di logistica, ma anche espandendo i servizi sociali, finanziari e di delivery per dare assistenza a governi, sostenere aziende e servire cittadini durante i tempi di restrizioni. Uno studio del Direct Marketing Advisory Board in seno all’UPU (Universal Postal Union) traccia un quadro dei servizi postali oggi.

La pandemia ha amplificato le due proposizioni principali di tutte le Poste nel mondo: la prima, quella di essere un ente che consegna quelli che sono ritenuti servizi essenziali di comunicazione (posta, incluso il direct mail, e pacchi) e sanitari (medicine); la seconda, il loro ruolo di custodi di una infrastruttura essenziale composta da asset tangibili (gli uffici postali) e intangibili (conoscenza locale e fiducia), una rete capillare nelle comunità.

Lo studio del DMAB mostra anche come le Poste si siano adoperate per offrire nuovi servizi, specie nel settore elettronico e finanziario.

Uno studio dell’UPU mostra che dall’aprile 2020, a causa delle restrizioni sul trasporto internazionale e i tempi più lunghi nelle dogane, gli scambi tra frontiere sono calati del 21% con conseguente impatto negativo sulla catena di fornitura internazionale. D’altra parte COVID-19 ha accelerato enormemente la crescita dell’e-commerce, con un aumento anno su anno della spesa online fino al 77% (studio Adobe). L’online shopping continuerà a prosperare anche dopo la pandemia e in tutto il mondo le poste stanno registrando una crescita a doppia cifra in transazioni e-commerce e consegne.

Anche il servizio di Direct Mailing è stato colpito dal COVID-19. Nella maggior parte dei mercati i volumi di direct marketing sono diminuiti, in linea con i trend globali del mail. Tuttavia la pandemia ha amplificato comportamenti già in essere da parte dei consumatori, con riferimento ad alcuni importanti mercati quali l’e-commerce domestico e i servizi di home delivery. In questi contesti l’impatto del direct mail indirizzato e non indirizzato è stato considerevole.

In generale, a livello globale, lo studio DMAB sul direct e digital marketing dimostra che negli ultimi anni un numero di Poste sempre maggiore ha aggiunto valore alla distribuzione del mail offrendo  servizi di consulenza, di creatività di gestione dei dati e delle liste; servizi di stampa e di finishing: il 43% delle Poste intervistate  offre servizi di mailing list, il 37% possiede capacità di mappatura e profilazione per azioni di direct mail non indirizzato, il 56% offre servizi di preparazione delle buste e il 44% gestisce il ritorno di pezzi.